Via libera ai primi decreti di attuazione dell’AI Act europeo: nuove regole per chi sviluppa, integra o utilizza sistemi di Intelligenza Artificiale
L’Intelligenza Artificiale entra ufficialmente in una nuova fase normativa anche in Italia. Il 10 giugno 2026 il Consiglio dei Ministri ha approvato, in esame preliminare, i decreti legislativi che recepiscono e disciplinano l’applicazione dell’AI Act europeo (Regolamento UE 2024/1689).
L’obiettivo è definire un quadro normativo chiaro per lo sviluppo e l’utilizzo dell’IA, individuando le autorità competenti, le modalità di controllo e il sistema sanzionatorio previsto in caso di violazioni.
Per imprese, software house, web agency e professionisti della cybersecurity si tratta di un passaggio importante: la conformità normativa diventa parte integrante della progettazione e gestione delle tecnologie basate sull’Intelligenza Artificiale.
Le autorità che vigileranno sull’Intelligenza Artificiale
I decreti individuano due soggetti principali che avranno il compito di vigilare sull’applicazione delle nuove regole.
L’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID) sarà l’autorità responsabile della conformità dei sistemi di IA, della gestione delle procedure di notifica e delle cosiddette sandbox regolamentari, ambienti controllati in cui le imprese potranno sperimentare nuove soluzioni innovative.
L’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN) avrà invece il compito di supervisionare gli aspetti legati alla sicurezza informatica dei sistemi di Intelligenza Artificiale, monitorando i rischi cyber e contribuendo a garantire l’affidabilità delle infrastrutture digitali.
Sanzioni fino a 35 milioni di euro
Uno degli aspetti più rilevanti riguarda il regime sanzionatorio, che si allinea a quanto previsto dall’AI Act europeo.
Le violazioni più gravi potranno comportare:
- sanzioni fino a 35 milioni di euro oppure al 7% del fatturato mondiale per l’utilizzo di pratiche di IA vietate;
- fino a 15 milioni di euro o al 3% del fatturato globale per la mancata conformità dei sistemi classificati ad alto rischio;
- fino a 7,5 milioni di euro o all’1% del fatturato per informazioni inesatte o incomplete fornite alle autorità competenti.
Sono previste alcune misure di proporzionalità per startup e PMI, ma il principio resta chiaro: la conformità non sarà più un’opzione.
Cosa cambia per chi sviluppa software e siti web
Le nuove disposizioni avranno un impatto concreto anche sul settore dello sviluppo web e delle piattaforme digitali che integrano funzionalità di Intelligenza Artificiale.
Obblighi di trasparenza sui contenuti generati dall’IA
Le piattaforme che producono testi, immagini, video o contenuti audio attraverso sistemi di Intelligenza Artificiale dovranno rispettare specifici obblighi di trasparenza.
In molti casi sarà necessario adottare sistemi di etichettatura o watermarking che consentano di identificare automaticamente i contenuti generati artificialmente.
Più tutele nell’utilizzo dell’IA sul lavoro
I decreti introducono regole più stringenti anche per l’impiego dell’Intelligenza Artificiale nei processi aziendali che riguardano il personale.
L’utilizzo di algoritmi per la selezione dei candidati, la valutazione delle performance o il monitoraggio dei lavoratori dovrà essere accompagnato da adeguate informazioni preventive e dalla possibilità di un controllo umano sulle decisioni automatizzate.
La cybersecurity diventa parte integrante dell’IA
La sicurezza informatica assume un ruolo centrale anche nello sviluppo dei sistemi intelligenti.
Non sarà più sufficiente proteggere server e applicazioni dagli attacchi tradizionali: sarà necessario difendere anche i modelli di Intelligenza Artificiale da tentativi di manipolazione dei dati, alterazione degli algoritmi e attacchi mirati ai sistemi di apprendimento automatico.
Per software house e web agency questo significa progettare applicazioni seguendo il principio della Cybersecurity by Design, integrando la sicurezza fin dalle prime fasi dello sviluppo.
Come prepararsi all’entrata in vigore definitiva
Sebbene i decreti italiani siano ancora nella fase preliminare e debbano completare l’iter parlamentare, il calendario europeo è già definito.
La piena applicazione dell’AI Act entrerà in vigore il 2 agosto 2026, rendendo indispensabile per le aziende avviare fin da subito un percorso di adeguamento.
Tra le attività consigliate rientrano:
- censire tutti i sistemi di Intelligenza Artificiale utilizzati o in fase di sviluppo;
- classificare il livello di rischio delle applicazioni;
- verificare la conformità rispetto agli obblighi previsti dall’AI Act;
- aggiornare le misure di sicurezza informatica e la documentazione tecnica.
Un nuovo equilibrio tra innovazione e responsabilità
L’approvazione dei decreti rappresenta un passaggio fondamentale per il mercato italiano dell’Intelligenza Artificiale.
Per le imprese non si tratta soltanto di rispettare nuovi obblighi normativi, ma di costruire soluzioni tecnologiche più sicure, trasparenti e affidabili. In un contesto in cui l’IA è sempre più presente nei processi aziendali e nei servizi digitali, investire oggi nella conformità significa ridurre i rischi futuri e rafforzare la fiducia di clienti, partner e utenti.